
Tutti sono concordi nel sottolineare i vantaggi che derivano dall'ora legale, che poi, sostanzialmente, sono soltanto due: la proroga di un'ora di luce naturale in giornate che, comunque, sono già di per sé abbastanza lunghe, ed il conseguente risparmio energetico.
Qui al Loreto, però, per
par condicio, corre l'obbligo di sottolineare i due accertati svantaggi dell'ora legale che annullano i benefici sopra evidenziati: ossia la prolungata permanenza in piazza dei due soggetti che potete ammirare (?) nella foto di apertura.
Mentre durante il periodo invernale è possibile attribuire a Michele una precisa parabola quotidiana (nel senso che sorge alle 5,45 e, salvo eventuali riunioni del gruppo giovani/adulti, tramonta alle 19,45), l'ora legale si presta ad
extended time poco graditi: il dilungarsi della sua presenza in piazza, infatti, è direttamente proporzionale alle inquietudini esistenziali che egli trasmette al prossimo, senza contare che, in alcuni casi, pretende anche di essere coinvolto in eventuali uscite serali, ove, puntualmente, si riconfigura come un fardello umanamente insopportabile.
Quanto alla signorina Maddalena, ella accoglie con sollievo l'avvento dell'ora legale, giacché le consente un gradito supplemento di sosta nella piazza del Loreto: ha dichiarato più volte, infatti, che, dopo il tramonto del sole, ha un certo timore di percorrere a piedi la Via Sbarre Centrali, notoriamente poco illuminata dalla luce artificiale, anche perché, ogni qualvolta incroci un individuo di sesso maschile che cammini solingo nell'oscurità, viene assalita da incontrollabili paure (come se, invece, l'individuo di sesso maschile che cammini solingo nell'oscurità ed abbia la [s]ventura di incontrarla, sia soggetto ad uno spavento inferiore).