
Dopo ben cinque giorni di esilio in quel di Catanzaro, causa un corso di aggiornamento sulla cui natura è meglio soprassedere onde scongiurare tedio ai lettori, ritorno – grazie a Dio o a chi per Lui – al ben più rilassante ambito del blog.
Un mio collega (sauro) ha osservato, con involontaria contraddizione, che “è stata un’esperienza interessante di cui si poteva sicuramente fare a meno”.
Tuttavia, se da una parte le trasferte di lavoro forzate presentano qualche aspetto imbarazzante, soprattutto in virtù della convivenza coatta con certi colleghi di lavoro con cui non spartiresti sicuramente il sonno, dall’altra non mancano le situazioni divertenti.
Vi elenco, in ordine sparso, le vicende che mi hanno suscitato la maggiore ilarità.
La prima menzione spetta di diritto al collega obbligato dalla moglie a partire con due pigiami, in quanto uno di ricambio può sempre tornare utile in caso di malaugurato ricovero in ospedale.
Le altre segnalazioni, invece, hanno un minimo comune denominatore e sono riservate ai colleghi che hanno manifestato qualche disagio con i moderni box doccia, ricchi di manopole, sensori ed anche di optional assolutamente inutili quali la radio impermeabile: uno dei colleghi, confuso da cotanta offerta, ha optato per farsi il bagno dentro il bidet (che, essendo quasi il doppio di un bidet normale, era perfettamente compatibile con la corporatura di colui che si era candidato alla poco onorevole immersione nel medesimo); una collega, invece, ha testualmente esclamato: “Mi si sono aperte le acque!” (ma sia il fisico esile sia l’età pericolosamente limitrofa alla menopausa, escludevano categoricamente l’imminenza di un parto); un altro collega, per concludere, ha comunicato con malcelato stupore: “Non so come ho fatto, ma sono riuscito ad aprire tutte le acque!” (sindrome da Mosè?).
Insomma, la mia filosofia rimane sempre la solita: cercare di cogliere il lato comico anche nelle situazioni più disagevoli, in modo da poterci ridere sopra.
Passando ad altro, ho avuto modo di verificare come i contatti con il blog siano in costante aumento e abbiano toccato il picco proprio negli ultimi giorni, in concomitanza con la chiusura temporanea (circa 80 contatti da 80 pc diversi!)
Orbene, se il blog mi procurasse qualche tornaconto economico, la cosa potrebbe anche lusingarmi, ma, dato lo spirito dell’iniziativa, mi dispiacerebbe sinceramente se fra gli utenti abituali vi fossero personaggi a me sgraditi.
Comunque, sperando che il tempo possa fare chiarezza su questo ed altro, finalmente si riparte!