sabato 31 ottobre 2009

Sorrisi e finzioni

Il mistero secolare del sorriso della Gioconda è stato svelato nei giorni scorsi da due studiosi spagnoli: i cambi di espressione della figura dipendono dagli occhi di chi guarda, perché la retina reagisce in modo diverso, cambiando la percezione del dipinto in base alla distanza dal medesimo.

Chissà se gli stessi studiosi sarebbero in grado di rivelare l’enigma di alcuni soggetti femminili del Loreto: il loro sorriso, da qualunque posizione lo si guardi, sembra sempre finto.

Domande

Domenica scorsa, in occasione della “Festa del Ciao”, un’importante autorità della locale Azione Cattolica si chiedeva perché, troppo spesso, il nostro territorio non ha il senso della comunità parrocchiale.
Domanda legittima, ma qualche volta bisognerebbe anche chiedersi perché, ancora più spesso, è la comunità parrocchiale che fa senso al nostro territorio.

Ripartenza

Dopo ben cinque giorni di esilio in quel di Catanzaro, causa un corso di aggiornamento sulla cui natura è meglio soprassedere onde scongiurare tedio ai lettori, ritorno – grazie a Dio o a chi per Lui – al ben più rilassante ambito del blog.
Un mio collega (sauro) ha osservato, con involontaria contraddizione, che “è stata un’esperienza interessante di cui si poteva sicuramente fare a meno”.
Tuttavia, se da una parte le trasferte di lavoro forzate presentano qualche aspetto imbarazzante, soprattutto in virtù della convivenza coatta con certi colleghi di lavoro con cui non spartiresti sicuramente il sonno, dall’altra non mancano le situazioni divertenti.
Vi elenco, in ordine sparso, le vicende che mi hanno suscitato la maggiore ilarità.
La prima menzione spetta di diritto al collega obbligato dalla moglie a partire con due pigiami, in quanto uno di ricambio può sempre tornare utile in caso di malaugurato ricovero in ospedale.
Le altre segnalazioni, invece, hanno un minimo comune denominatore e sono riservate ai colleghi che hanno manifestato qualche disagio con i moderni box doccia, ricchi di manopole, sensori ed anche di optional assolutamente inutili quali la radio impermeabile: uno dei colleghi, confuso da cotanta offerta, ha optato per farsi il bagno dentro il bidet (che, essendo quasi il doppio di un bidet normale, era perfettamente compatibile con la corporatura di colui che si era candidato alla poco onorevole immersione nel medesimo); una collega, invece, ha testualmente esclamato: “Mi si sono aperte le acque!” (ma sia il fisico esile sia l’età pericolosamente limitrofa alla menopausa, escludevano categoricamente l’imminenza di un parto); un altro collega, per concludere, ha comunicato con malcelato stupore: “Non so come ho fatto, ma sono riuscito ad aprire tutte le acque!” (sindrome da Mosè?).
Insomma, la mia filosofia rimane sempre la solita: cercare di cogliere il lato comico anche nelle situazioni più disagevoli, in modo da poterci ridere sopra.

Passando ad altro, ho avuto modo di verificare come i contatti con il blog siano in costante aumento e abbiano toccato il picco proprio negli ultimi giorni, in concomitanza con la chiusura temporanea (circa 80 contatti da 80 pc diversi!)
Orbene, se il blog mi procurasse qualche tornaconto economico, la cosa potrebbe anche lusingarmi, ma, dato lo spirito dell’iniziativa, mi dispiacerebbe sinceramente se fra gli utenti abituali vi fossero personaggi a me sgraditi.

Comunque, sperando che il tempo possa fare chiarezza su questo ed altro, finalmente si riparte!

domenica 25 ottobre 2009

Fermata obbligatoria

Causa motivi di lavoro, che comporteranno una mia transitoria (speriamo) emigrazione in altra sede, il blog resterà chiuso per quattro o cinque giorni.
Approfitto di questo spazio per informarvi che Venerdì si sono registrati quasi 70 contatti, tutti provenienti da pc diversi (me lo ha garantito chi sa come effettuare certi controlli). Sono davvero troppi se rapportati al numero di persone a cui ho fornito l’indirizzo del blog (soprattutto se si tiene conto che almeno al 15% di queste persone il blog non piace, e, di conseguenza, non lo visitano mai), per cui spero che non ne derivino fastidi, anche se, fino ad oggi, di seccature ne ho avuto una soltanto ma, per fortuna, sono riuscito a debellarla nel modo più pacifico possibile.
Comunque, ad ogni buon fine, vi raccomando sempre la massima cautela nel coinvolgere terzi nella lettura del blog.
A presto.

Qui l'asino non casca!


Questa volta lo spunto è offerto dal famoso calzino turchese del giudice Mesiano, quello del ben noto "lodo Mondadori". Tale indumento, secondo i discutibili parametri giornalistici delle TV di Berlusconi, sarebbe propedeutico a turbe psichiche non meglio precisate. Ovviamente il buon Pautasso non poteva farsi sfuggire l'occasione per irridere la penosa povertà mentale della compagine governativa, nonché quell'imbarazzante servilismo politico che Mediaset tenta di spacciare per giornalismo.



Il calzino turchese

La guerra tra politica e giustizia
ci riempie il cuore solo di mestizia.
È diventata solita la prassi:
scambiarsi di continuo colpi bassi!
Oggi il calzino è d’obbligo turchese:
anche se puzza, c’è chi lo tiene un mese.

Riunioni

Probabilmente una cosa del genere non accadeva dai (presunti) tempi di Atlantide: il governo delle Maldive, per la prima volta nella storia moderna, ha tenuto la riunione di un esecutivo sotto il mare.
L'esecutivo dell'arcipelago corallino, sotto la direzione del presidente Mohamed Nasheed, si è immerso nei pressi della capitale Malè per protestare contro il riscaldamento globale, che minaccia l'esistenza delle Maldive. Sempre sotto il mare è stata sottoscritta (ma le agenzie di stampa non spiegano come sia stato possibile) una dichiarazione che sarà inviata a Copenaghen, alla conferenza Onu sul clima.
Non sappiamo quali esiti potranno sortire dalla singolare iniziativa, ma speriamo che la stessa sia emulata al più presto dalla locale Azione Cattolica: se, per esempio, i suoi iscritti prendessero la sana abitudine di riunirsi nei fondali di Calamizzi, noi ci ritroveremmo libera la sala dove c’è il calcio balilla.

sabato 24 ottobre 2009

Pasquinate - Premio Nobbele

Probabilmente siete già a conoscenza del fatto che erano state raccolte oltre 20.000 firme per sponsorizzare il conferimento del Nobel per la pace a Silvio Berlusconi, ampiamente quanto prevedibilmente surclassato da Obama.
Fra i sostenitori della iniziativa pro Berlusconi c'era anche un suo amabile simpatizzante del Loreto, a cui dedichiamo - di vero cuore - il sonetto che segue.




Obama? ma davero? ma te pare?
Er Nobbele? Ma certo che borbotto!
Sti vichinghi hanno fatto un bell’affare!
Poi viemme a di’ che nun ce sta er complotto!

Te pare un fatto giusto e regolare
a daje ar Cavaliere sto biscotto?
Qui er Nobbele è oramai ‘n porto de mare,
solo pe’ lui rimane un terno al lotto?

Io dico: aveva scritto una canzone
pe dije ar monno “Io so pacifista!”
L’aveva detto a ogni televisione:

“Sto Nobbele me tocca, è sacrosanto!”
E vabbè: vor di’ che contro er muro comunista
noi famo ‘n coro e l’innarzamo santo!

Fisso o dinamico?


A seguito delle recenti dichiarazioni dell’attuale ministro dell’economia, si sono create due correnti di pensiero: l'una sostiene che il posto fisso è la vera base per la stabilità sociale, mentre l'altra afferma che, per far progredire l'economia nazionale, è necessario il dinamismo dei talenti.
Sono problemi che non riguardano Vincenzo (nella foto), il quale, lavorando gratis da quasi due anni per le Misericordie (sottoponendosi, peraltro, a turni massacranti), ha definitivamente optato per il posto fesso.

Categorie tutelate


Anche al Loreto - come nella maggior parte delle parrocchie - la qualità delle educatrici è tale che, il più delle volte, si rende necessario imbandire la tavola nuziale con i fichi secchi.
Tuttavia, considerando l’attuale scarsità delle vocazioni pedagogiche, il viceparroco ritiene che, nonostante certe loro evidenti carenze, è bene catalogarle fra le specie protette.
Noi invece, a causa di certe loro palesi carenze (diverse, però, da quelle che intende il viceparroco), preferiremmo catalogarle fra le specie pro tette.

venerdì 23 ottobre 2009

Qui l'asino non casca! - Ricattatori

Il buon Pautasso è sempre molto attento all’attualità, e, più veloce della luce, ha subito elaborato uno dei suoi commenti ficcanti circa la vicenda che ha coinvolto il presidente della Regione Lazio dott. Piero Marrazzo.
Però, proprio perché cotanto cognome si presterebbe palesemente a quelle piccole trivialità rimate di cui Pautasso è maestro, questa volta vi sarà una variazione.


Il buon Marrazzo è sui carboni ardenti:
chissà quali saranno gli argomenti
per cui lo stanno adesso a ricattare
con un filmato che è da condannare.
Ma fiero si ribella il buon Marrazzo,
con rima pertinente a tale andazzo.

Facebook


Il documento di cui sopra è stato estratto da Facebook dall’amico Giampiero, che me l’ha inviato per e-mail, ed è assolutamente autentico (ho cancellato soltanto il cognome degli interlocutori).
Consiglio di leggerlo molto attentamente, dopo aver ingrandito l'immagine, giusto per rendersi conto che è proprio vero che al peggio non c’è limite.

Ballando ballando



Negli ultimi tempi compare in piazza - e con una certa frequenza - una giovane signora che sembra soffrire di dissociazione schizofrenica dalla realtà, essendosi ormai lasciata completamente avviluppare da un ego infantile che non le consente di recepire debitamente le istanze prioritarie della vita.
Attualmente la sua preoccupazione più assillante è quella di trovare qualcuno a cui scaricare il proprio bambino (in età prescolare), in modo da poter coltivare con la maggiore libertà possibile la sua antica passione per i balli sociali.
E si tratta di una passione davvero intensa, giacché l’altro giorno l’abbiamo vista presso un’edicola mentre comperava, alquanto compiaciuta, il Cd della foto. Comunque ci sembra – obiettivamente - un acquisto veramente azzeccato: a ritmo di bachata per una testa bacata.

giovedì 22 ottobre 2009

Inderogabilità

Ieri sera, intorno alle ore ventuno, Vincenzo (nella foto in alto) si è dileguato con una certa celerità, adducendo importanti impegni non rinviabili.
Da fonte accreditata abbiamo appreso che, in realtà, la sua fretta era strettamente connessa ad un televoto abbinato alla trasmissione XFactor: vi si esibiva una aspirante cantante crotonese (di cui potete prendere visione nelle foto centrali) a cui doveva dare il suo sostegno.
Osiamo ipotizzare che il supporto di Vincenzo sia stato largamente (e l’avverbio non è scelto a caso) condizionato dalle terrificanti analogie che la potenziale artista può vantare con la di lui fidanzata: in primis l'estrazione territoriale, l'abbigliamento e la stazza (per questi ultimi due requisiti, rende adeguata orrida testimonianza la foto in basso).
L’argomento sul quale non azzardiamo congettura alcuna, è, invece, il seguente: ma di cosa si nutriranno mai le donne del crotonese?





Pasquinate - Er posto fisso

Qui co’ la gente ce se gioca a palla,
manco fussimo tanti giocarelli!
Mo’ che se so’ inventati? l’acqua calla?
Tremonti dice e fa “Cari fratelli,
è ora de cambia’ er zompa chi balla,
bisogna sostitui’ certi modelli:
è mejo er posto fisso!”. “E li precari?”
Dice: “Pe voi so sempre c(sipario) amari!”


A sto parla’ moderno e illuminato,
Brunetta s’è indisposto e risentito
e ha detto: “Ma Giulio avrà parlato
co’ quarche ferovecchio de partito
e co’ quarche santon ‘n der sindacato
ch’è rimasto in der secolo finito!”
Ma in realtà nun è successo gnente:
er posto fisso ce l’ha solo er Presidente!

Alla fine della favola

C’era una volta, ma adesso non c’è più. O, come minimo, c’è sempre di meno. I genitori hanno abbandonato o diminuito una vecchia abitudine: leggere o raccontare una favola ai figli per farli addormentare. E il risultato è che i bambini imparano a parlare sempre più tardi e incontrano notevoli difficoltà nell’espressione scritta.
Così almeno sostiene un rapporto del ministero dell’istruzione britannico, che fotografa l’alfabetizzazione del Regno Unito.
Indirettamente, però, tale rapporto fa piena luce anche sulla scarsa proprietà di linguaggio di svariate Spice Girls locali, autrici di penosi quanto sgrammaticati interventi su Facebook.

mercoledì 21 ottobre 2009

Qui l'asino non casca!



CARO BENZINA

Per la benzina c’è tutto un cartello:

decidono sia il brutto quanto il bello.

Se il prezzo del barile sta salendo,

già dal distributore stai soffrendo;

ma quando il prezzo del barile cala,

nessun ribasso ancora si segnala.

Sogni sauri proibiti - Bianca Guaccero



Se la vita a volte sfianca
perché tutto gira storto,
volgo il mio pensiero a Bianca
ed un poco mi conforto.

Qui il platonico non manca,
perciò faccio il saltimbanco
rincuorandomi con Bianca
anche se rimango in bianco.

A quattro mani

Ha suscitato un certo scalpore la scoperta che William Shakespeare avrebbe scritto l’Edoardo III a quattro mani con Thomas Kid.
Ci chiediamo allora quale clamore dovrebbe originarsi intorno ad un cartello, scritto anch’esso a quattro mani, che fa bella mostra di sé in una bacheca collocata nella sacrestia di una parrocchia reggina (che non è quella del Loreto).
Non abbiamo avuto la possibilità di fotografarlo, in quanto impegnati in un licenziamento funebre, ma ve ne proponiamo il contenuto testuale (senza citare chi lo ha firmato).



"Per tutti quanti tra di voi hanno figli e non lo sanno, proprio di fronte alla chiesa c’è un'area attrezzata per i bambini".

martedì 20 ottobre 2009

Competitors


Numeri


Forse non tutti sanno che i più prestigiosi educatori della locale Azione Cattolica vantano almeno sei numeri di cellulare, ognuno dei quali è riservato ad una selezionata fascia di utenti: il numero meno diffuso è in possesso dei soli soggetti che si collochino - socialmente parlando - dalla Curia in su; il numero più diffuso è quello in possesso delle masse popolari, ma corrisponde anche alla scheda che solo di rado viene inserita nel cellulare, in quanto i titolari della medesima ritengono disdicevole concedere troppo tempo ai ceti ritenuti di scarso spessore; i numeri intermedi sono invece ripartiti, sempre in base a specifiche valutazioni di importanza, fra amici, colleghi e parenti.
Testimone diretto di cotanta megalomania, il viceparroco si è chiesto: “Ma questi qui, quanti numeri hanno?”
A nostro modesto parere, però, ormai il problema non è tanto nei numeri che hanno, quanto, piuttosto, nei numeri che danno.

Bestiario




Durante un breve colloquio con il viceparroco, ci siamo accorti che nel Vangelo ricorrono spesso precisi richiami al mondo animale: il canto del gallo che preannunzia il tradimento, la pecorella smarrita che simboleggia il peccatore, il porco destinatario delle perle, ecc.
Peccato soltanto che manchi qualsiasi riferimento agli asini che fanno gli educatori.

lunedì 19 ottobre 2009

Qui l'asino non casca!

Anche per oggi doppia razione, perché ci si riferisce ad avvenimenti strettamente correlati. Buon divertimento (e chi non ride è un potenziale candidato alla prossima presidenza di Azione Cattolica!).




Celeste Aida

Chi beve troppo all’erta deve stare:
mai mettersi al volante per guidare!
Alla Yespica toccò l’inconveniente
con tanto di ritiro di patente,
ed il vigile non si convinse mica
al pianto di quel gran pezzo di (sipario)!



Patente a punti



Con la patente a punti non si scherza:

c’è pronta la Stradale con la sferza!

Per pochi sbagli, veri oppur presunti,

c’è il rischio che ti tolgan cinque punti!

Ma puoi trovar qualcuno che, sovente,

ti fa riverginare la patente.

Turn over

Nella mattinata di ieri abbiamo potuto costatare come le colombe che si aggirano per il Loreto tendano ormai a prendere possesso, con la massima disinvoltura, dei gradini della chiesa. Quando questi non sono occupati dalle ochette locali.

Nuovo dizionario sauro della lingua italiana




Quest’oggi esaminiamo la parola bonaccia, della quale lo Zingarelli fornisce le seguenti definizioni:

- Come singolare femminile indica lo stato del mare in calma e privo di vento;

- In senso figurato assume il significato di calma, pace.

Vediamo invece il senso che viene attribuito a tale termine dai sauri della foto.

NICOLA – La bonaccia prima della tempesta.

MICHELE – Una donna bella ma cattiva.

ANDREA – Quando una ragazza non è proprio bella bella, però, almeno, è bonaccia.

VINCENZO – Una ragazza un po’ grassottella, ma che si può guardare: per esempio, la mia ragazza è abbastanza bonaccia.




Nota a margine: l'esempio riportato da Vincenzo dovrebbe, ex se, determinarne l'interdizione.

domenica 18 ottobre 2009

Tragedia (reale) in due battute - Ausilio differito

Personaggi:

UNA BIDELLA

MICHELE (nella foto)

La scena si svolge all’interno della Scuola Media Statale “Pietro Larizza”, ove Michele continua a percepire indebitamente lo stipendio per le mansioni di bidello (che svolge poco e male), quando suona la campanella della seconda ora.

LA BIDELLA (trascinando due pesanti sacchi di spazzatura) – Signor Michele, per favore …

MICHELE (accelerando innaturalmente il suo passo per mettere più distanza possibile fra sé e la bidella) – Un attimo solo, signora: scendo un momento in segreteria e salgo subito.

Trascorre il tempo e suona l’ultima campanella, quella della quinta ora. Michele risale al piano ove presta (o meglio: dovrebbe prestare) servizio, e rintraccia la bidella che gli aveva chiesto aiuto tre ore prima.

MICHELE – Allora, signora, ditemi: di cosa avevate bisogno poco fa?



(Sipario)

Convergenze animate

Continuiamo nel nostro ripescaggio di personaggi animati del passato remoto: questa volta è il turno di Fanella, che, prima di essere una bambola, fu pupazzo dalle fattezze di bambina e controparte femminile di Provolino. Se quest’ultimo era un pupazzo linguacciuto e irriverente (“Boccaccia mia statti zitta!”), Fanella era una vera e propria vipera, sempre pronta ad avere una parola cattiva per tutti.
Non conosciamo personalmente la signorina della foto, ma essendo stati involontari uditori di alcune sue considerazioni, ci sembra che, a parte la somiglianza fisica, anche un minimo (ma giusto minimo) contatto ideologico ci sia.

Martellate

Sembra incredibile, ma siamo arrivati al post n. 700!
E allora riteniamo giusto, per la singolare circostanza, concederci un bel “Controcorrente” in cui coniugare l’ironia grafica con il sarcasmo del testo, prendendo spunto dal rilievo mossoci da un assiduo lettore del blog.
Questi ci ha consigliato, nel corso di una recente telefonata, di non concedere ulteriore spazio alla signorina di cui al fotomontaggio soprastante, ove lei sta per essere tramortita da una martellata di Raimondo Vianello, che con certe tipologie di donne non è mai stato (e a giusta ragione!) troppo tenero.
Anche se ella incappasse casualmente nel blog – sostiene l’utente – certe frecciate non la scalfirebbero nemmeno (anzi le offriremmo il destro per farci passare dalla parte degli oltraggiatori anziché degli offesi) e continuerebbe comunque a starsene sulle sue.
Gentile utente, il tuo discorso non fa una grinza: so bene anch’io che continuerebbe a starsene sulle sue. Il fatto è che continua a stare pure sulle mie!

sabato 17 ottobre 2009

Qui l'asino non casca

So che questa rubrica non riscuote il consenso di tutti i lettori (c'è una piccola parte di loro che non la gradisce e me ne dispiace), ma, siccome mi sento in piena sintonia con l'autore, continuerò a proporla comunque: è un'ironia che apprezzo perchè va subito al sodo, ossia alla verità, e la ritengo molto più incisiva e interessante di certe considerazioni che provengono da alcuni personaggi della locale Azione Cattolica.

Questa volta doppia razione, in quanto gli argomenti sono strettamente correlati, e buon divertimento (a chi apprezza, ovviamente).





Arriva il papello

Ogni mattina un termine novello:
adesso è giunta l’ora del papello,
e lì per lì vorremmo noi scoprire
che caspita il papello vuole dire.
Ma ti chiarisce tutto poi la radio:
son scheletri nascosti nell’armadio

Vostra eccellenza che mi sta in cagnesco

Voscienza benedica, bacio le mani,
vi chiedo trattamenti un po’ piu umani;
'sto 41 bis è un gran tormento,
mi sento seppellito nel cemento;
il gelo della cella mi raggrinchia:
trovatemi una escort per la m(sipario).

Prospettive

Sabato scorso la signorina Valentina (nella foto) ha chiesto al viceparroco se l’indomani le avrebbe fornito le consuete copie de “L’Avvenire di Calabria”, da vendersi dopo la conclusione della messa delle h 11,00.
Risposta testuale del viceparroco: “No, domani qui al Loreto non c’è Avvenire”.
Sottraendo a tale frase l’avverbio di tempo, si ottiene un’attendibile sintesi delle reali prospettive del Loreto medesimo.

Controcorrente - Logorii

L’altra sera il soggetto della foto vantava – e con giusta ragione – i pregi del suo giubbotto di pelle, spiegando che, sebbene lo utilizzi da diversi anni, è un capo di abbigliamento praticamente nuovo, non soggetto a particolare degrado. A differenza di chi lo indossa.

venerdì 16 ottobre 2009

Qui l'asino non casca - Di chi è la colpa?


C’è chi la colpa addossa a Berlusconi,
chi ai giudici “sinistri” od a Veltroni,
chi invece vuol risolvere il problema
e scarica la colpa su D’Alema;
Di Pietro aspetta che il nemico perda
e scaglia contro tutti tanta m(sipario)!

Per quelli che non credono che nella vita tutto è possibile


Sicuramente a molti sembrerà strano (per me, invece, non è una sorpresa), ma su Facebook è nato un gruppo a sostegno del tizio della foto (assolutamente ignaro dell’iniziativa), il che sta a testimoniare come ciascuno di noi sia tanto suscettibile di valutazioni diverse, quanto più ampia è la fascia umana a cui si propone.

Il gruppo si chiama “x qll k conoscono Mikele … il bidello del Gebbione” (è orribile scrivere in cotal guisa, lo so, ma devo rispettare la testualità del link).

Questa l’informazione di base (il cui testo originale mi sono permesso di ricondurre alla nostra lingua italiana): per tutti quelli che hanno conosciuto il rompi.... più grande che c'e: il grande Michele, il bidello della Scuola “Gebbione”.

Poi mi sono limitato a fare un copia e incolla di tutti i messaggi pervenuti, ma ho riportato tutte le abbreviazioni al termine originario cui si riferiscono (è più forte di me, e chi mi conosce lo sa bene), senza interferire su grammatica e sintassi: è bene che ci si renda conto di come sta crescendo la gioventù attuale.
___________________________________________
Marco L. (ora studente del “Vallauri”) - Ma quale rompi palle Michele è grande!!!

Antonino M. - Il tignuso!!!!!!

Gianluga G. (ora studente del liceo classico) - È un mito...!!!

Daniele R. - E un pocu scassapalli pero e sempre simpatico

Carmelo G. - Michele il migliore

Puffetto Minimalboyz - Impossibile dimenticare Michelinooooooooooooooooooooo......:D

Edoardo R. - Michele..ahah un grande... quando lo vedo per la strada si ricorda di me dopo ben 5 anni che non sono più in quella scuola, e sparte si ricorda il mio nome... Michele è un grande... XD

Daniele Antonio B. - Lasciate stare a Michelino che è il migliore che ci copre sempre quando ce bisogno ...... Michele sei un grande sei mitico asdasdasdasdasdasdasd

Jessica M. - Bello Michelinoooooooooooooooooooooooooooo non e veroooooo e troppo bravo! asdasdasdasd Michele sei tutti noiiiiiii asd----;D

Rudy S. - Nella faccia pare un pit bull

Andrea Ciko F. - Ehiiiiiiiiii il pedofilazzo

Gianluca L. C. (ora studente del Liceo Classico) - Aviiiiiii u me numeru

Fede C. - Miticoooooooooooooooooooo

Ilaria C. - Quando si è incavolata nera con lui Michela.. Dio che casinoooooooo xD

Giuseppe Joey V. - Grande Michele

Irene Q. - Già...ce lo prendiamo sempre in giro :) poveLinoo xD

Spedizioni punitive

Stando alle ultime indiscrezioni, pare che oggi, in quel della spiaggia di Cutro, dovrebbe avvenire un incontro chiarificatore fra Vincenzo, spalleggiato da un suo sodale, e la fidanzata (che, come è noto, si spalleggia abbondantemente da sè).

Di seguito potrete osservare quello che viene unanimemente ritenuto come l'esito più probabile del match (quotato da Better a 1,03).

giovedì 15 ottobre 2009

Tragedia (reale) in due battute - Rassicurazioni inefficaci


Personaggi:

UNA BIDELLA

MICHELE (nella foto)

La scena si svolge all’interno della Scuola Media Statale “Pietro Larizza”, ove Michele seguita a prestare il suo indecoroso servizio di operatore scolastico.
Una mattina, concluse le lezioni, una bidella che lavora al piano terra crede di essere rimasta chiusa da sola all’interno dell’edificio e inizia a urlare come una pazza e a tirare pugni contro le vetrate.

LA BIDELLA – Aaaaah! Aiuto! Aiuto! Mi hanno chiuso dentro! Aiuto! Aiuto!

MICHELE (scendendo dal piano superiore con innaturale flemma) – No, signora, non vi preoccupate, e, soprattutto, non gridate: non siete da sola, siamo in due perché ci sono pure io ed in tasca ho le chiavi della scuola!

LA BIDELLA - AAAAAH! AIUTO! AIUTO!
(Sipario)

Nuovo dizionario sauro della lingua italiana

Quest'oggi esaminiamo la parola biforcuta, aggettivo di cui lo Zingarelli fornisce la seguente definizione: divisa in due, a guisa di forca.
Lo stesso testo fa rilevare che per lingua biforcuta si intende quella di alcuni rettili, mentre, in senso figurato, la stessa terminologia si usa per indicare una persona maligna.

Ebbene, vediamo quale significato i sauri della foto attribuiscono invece a tale vocabolo.

ANDREA - È una strada che a un certo punto si biforca, e tu non sai più se devi andare a destra o a sinistra!

NICOLA - È una persona che parla male degli altri, però alle spalle!

MICHELE - È una specie di sdoppiamento dell'anima: la parte forcuta va all'inferno; la parte non forcuta invece no.

VINCENZO - È una persona che soffre di doppia personalità, quindi, a come si alza la mattina, un poco parla male e un poco parla bene.

Venditti, tremendo Venditti!

Tutti quanti stanno dicendo la loro circa il presunto attacco verbale che il noto cantautore avrebbe sferrato contro la Calabria, e pertanto anche questo blog - sempre attento all'attualità - prende la sua bella posizione saura!


Anche a Reggio sono afflitti
pei commenti di Venditti,
e qualcuno già progetta
di attuare una vendetta.
Sempre quella è la morale:
che la verità fa male!

mercoledì 14 ottobre 2009

Tempo


Non esiste età che non sia collegata ad una favola o ad un sogno.

Qui l'asino non casca - Italia sputtanata


Finito il tempo di “Torna a Surriento”,
è l’era ormai dello sputtanamento:
nel mondo una montagna di giornali
su Berlusconi lancia solo strali.
L’Italia era da tutti coccolata,
adesso invece è solo sputtanata.

Tragedia (reale) in due battute - Perentorietà



Personaggi:

MICHELE (nella foto)

UN’INSEGNANTE

La scena si svolge presso la Scuola Media Statale “Pietro Larizza”, ove Michele disbriga – con inverecondo rendimento – le mansioni di bidello.
Una mattina, su precisa disposizione della segreteria, deve interrompere una lezione perché il papà di un’alunna ha necessità di parlare urgentemente alla figlia.


MICHELE – Permesso?

L’INSEGNANTE – Prego, signor Michele. Di cosa ha bisogno?

MICHELE – Io personalmente, nulla. Però mi hanno detto dalla segreteria che l’alunna Tizia deve scendere al piano terra: c’è suo padre che la aspetta.

L’INSEGNANTE – Guardi, signor Michele, che si è sbagliato: l’alunna Tizia non fa parte di questa classe.

MICHELE – Non importa: c’è suo padre che la aspetta sotto e quindi deve scendere lo stesso.

(Sipario)

martedì 13 ottobre 2009

La storia di ieri con gli occhi di oggi

Qualcuno non sarebbe stato mutato in suino, ma soltanto perché ne possedeva già tutti i requisiti.

Talent show

Il Vaticano prende ufficialmente posizione avverso i “talent show”, puntando il dito contro queste “scuole di perfidia” che si sono progressivamente trasformate da programmi nati per valorizzare ragazzi dotati artisticamente a palestre dove liti e cattiverie sono di casa. È un’opinione assolutamente rispettabile (e, per quanto ci riguarda, anche condivisibile), ma gradiremmo che fosse estesa anche a buona parte dell’associazionismo cattolico: tanto per restare nel nostro ambito, non è che l’operato delle locali Spice Girls e della loro mentore possa vantare risultati migliori.

lunedì 12 ottobre 2009

Involuzioni

Gli ultimi dati empirici che sono andati ad accrescere la storia spicciola del Loreto, confermano la vocazione catalizzatrice della piazza nei riguardi dei soggetti con palesi disagi mentali.
Ma, come sempre, procediamo con ordine.

A metà dell’ultima settimana, Vincenzo è riapparso in zona con indosso la sua uniforme da (presunto) operatore sanitario. La tetra fosforescenza giallastra della sua immeritata divisa, ha fatto subito presagire imminenti momenti d’imbarazzo.
Innanzitutto il pessimo elemento ha confermato i propositi matrimoniali che intende rendere esecutivi entro il 2011, sia pure con una variazione della sede deputata alla celebrazione delle nozze con la sua amata: non più la Chiesa di Santa Maria di Loreto in Reggio Calabria, bensì il Convento del SS Crocifisso in Cutro, ove il sacro rito dovrebbe essere officiato da tale Don Ciccio (sic!).
Indi ci ha ragguagliato circa una probabile riconversione dell’anomalo rapporto di lavoro che lo lega alle Misericordie (un contratto virtuale che prevede prestazioni tanto gratuite quanto dannose): pare che, trasferendosi presso la parallela struttura di Crotone, Vincenzo possa percepire una provvigione di € 800,00 mensili alla sola condizione di vigilare, anziché sui malati e sull’eventuale malaugurata migrazione delle loro anime, sul più rassicurante imbarco dei bagagli destinati agli aerei in partenza dallo scalo di Crotone.
Nessuno gli ha creduto, ma tant’è!

Trascorsi pochi istanti dalla rivelazione di sì inattese primizie, giungeva in piazza una donna più o meno trentenne, mai apparsa prima, il cui sguardo agitato era inequivocabile vessillo di una follia ormai tracimata oltre i limiti di guardia.
Costei, senza indugio alcuno, si dirigeva con passo sicuro proprio verso di me, che ero comodamente assiso sui gradini della chiesa. Quindi, dopo avermi declinato le sue generalità complete (con eccezione dell’età), mi domandava a bruciapelo se fossi o meno il prete responsabile della parrocchia.
Ho risposto di no, precisandole – forse un po’ superfluamente – che la mia mancata vocazione sacerdotale non poteva che avere effetti positivi su tutto il clero globalmente inteso.
Mi ha chiesto allora se avessi la responsabilità di qualche gruppo parrocchiale, e le ho risposto ancora di no, puntualizzandole – forse ancor più pleonasticamente – i benefici che derivavano al locale associazionismo cattolico dalla mia mancata adesione.
Volgeva allora le sue attenzioni alle due giovanissime signorine sedute al mio fianco, chiedendo loro se fossero o meno inserite nella struttura parrocchiale.
Le fanciulle, per via di una giustificata inesperienza di vita, hanno risposto positivamente, sicché costei ha colto la palla al balzo per lasciarsi andare ad una invettiva di oltre dieci minuti avverso la Chiesa Cattolica, lanciandole degli strali abbastanza inconsueti (probabili residui di frequentazioni esoteriche), ma discretamente rifiniti da curata facondia.
La sua atipica denuncia, in particolare, addebitava alla sacra istituzione il fatto di aver reso lei ed i suoi fratelli orfani di idee migliori; inoltre citava a più riprese una sorta di data spartiacque, quella del 03/03/1996, giorno in cui sarebbe morta la Sapienza (intesa come dono dello Spirito Santo) per essere soppiantata da non so quale elemento sostitutivo (curiosamente l’ultima messa domenicale verteva proprio sulla Sapienza). Comunque, posto che la Sapienza sia realmente defunta in tale data, siffatto decesso sarebbe da ritenere di gran lunga posteriore a quello della ragione, che a costei è sicuramente venuta a mancare parecchio tempo prima.
Da rilevare che, man mano che questa folle si abbandonava al suo insensato profluvio di parole, i presenti – con l’unica eccezione dello scrivente e del fidanzatino di una delle due fanciulle – ne prendevano le distanze fisicamente, allontanandosi (Vincenzo per primo) di parecchi metri dall’imbarazzante concionatrice.
La singolare filippica si concludeva con uno sputo lanciato contro il sagrato e con un veloce distacco dal medesimo.
Scomparsa lei, riemergevano tutti quei soggetti che in precedenza si erano allontanati, in primis il baldo Vincenzo. Quest’ultimo subiva il mio ironico (ma non più di tanto) cazziatone, essendosi oltretutto sottratto al suo dovere di (presunto) operatore sanitario, giacché lo strano personaggio che si era esibito poco prima era assolutamente meritevole di segnalazione al reparto psichiatrico. Questa la difesa testuale di Vincenzo: “Guarda che io mi sono allontanato apposta, perché quella lì in ospedale c’è stata davvero: l’hanno ricoverata nel reparto delle malattie infettive”.
In quel momento avrei voluto avere la forza di rinnegare me stesso per picchiarlo e lasciarlo sanguinante per terra, ma, purtroppo, è qualcosa che non rientra proprio fra le mie corde.

Per concludere, tre brevi chiose.

Quella folle mi ha subito individuato come suo ideale interlocutore, scambiandomi addirittura per un prete. La cosa mi sembra abbastanza preoccupante.


Anche se nessuno l’ha palesemente ammesso, nella circostanza è prepotentemente emersa l’assenza di quell’amico cui la comunità parrocchiale delegava spesso (e molto volentieri) il disbrigo del “lavoro sporco”, che lui svolgeva sia per quell’innato e ipertrofico senso del dovere che lo caratterizzava, sia, in seconda istanza, per assecondare la sua inclinazione al protagonismo.
Ebbene, ora che quest’amico non c’è più, causa le sue irrevocabili dimissioni dall’orbe terracqueo, presentate poco più di tre mesi addietro, sarebbe proprio il caso – quando necessità impone – di sporcarsi un po’ le candide manine.

Pare che anche in quest’ultimo fine settimana Vincenzo abbia simulato di partire per Cutro, mentre, in realtà, si sarebbe segregato in casa per l’intero week-end. Merita la nostra pietà o il nostro disprezzo?

domenica 11 ottobre 2009

Avviso ai naviganti

La locale presidente di Azione Cattolica ha solennemente richiamato gli educatori alla responsabilità della loro missione, sottolineando che quest’anno il Signore richiede a tutti loro una grande prova. Non ha specificato quale prova, ma ipotizziamo che si tratti di quella del palloncino (le chiacchiere inutili ubriacano la gente quanto l’alcol).

Invidie poco latenti

Il pessimo Michele (a destra nel fotomontaggio), si è lasciato andare ad una estenuante serie di recriminazioni nei confronti del Ministro della Funzione Pubblica dott. Renato Brunetta. Il suo risentimento è motivato non dall’imminente restyling della pubblica amministrazione su criteri meritocratici, che lo esporrebbe ad un grosso rischio di licenziamento, bensì dal fatto che il suddetto Ministro si è trovato una piacente fidanzata.
Il mefitico soggetto si domandava, fra l’altro: “Come fa una donna così a mettersi con uno del genere? Ma non si vergogna? A parte i soldi, io riuscirei a darle molti più sfizi!”.
Anche questa volta siamo in netto disaccordo con le considerazioni del gretto individuo. Con Brunetta, a parte i soldi, la piacente signora può, se non altro, togliersi lo sfizio di verificare il “dubbio impertinente” cantato da De Andrè tanti anni addietro. Con Michele non avrebbe nemmeno questa soddisfazione.

Qui l'asino non casca - Grillo a 5 stelle


C’è Grillo che non sta più nella pelle
e inventa il suo partito a 5 stelle:
Di Pietro è già d’accordo ad appoggiarlo,
perché ha un’idea fissa come un tarlo,
ma con Grillo alla conquista del Palazzo
c’è il rischio di non combinare un (sipario)!