
Approfittiamo di questa giornata festiva, che vedrà ancora tanti utenti distratti o, quantomeno, più tolleranti, per approntare un post sul personaggio più impopolare del blog (Michele) ed i suoi ipotizzabili eredi spirituali (i Micheli).
La messa natalizia di mezzanotte ha registrato la presenza sull'altare, in qualità di ministranti, del 75% dei Micheli attualmente censiti, e, per la precisione, quelli che potete ammirare, in rigoroso ordine cronologico di venuta al mondo, nella foto in alto.
La partecipazione di tali soggetti al sacro rito, ha fatto sì che in alcuni frangenti l'altare divenisse equipollente ad un palcoscenico di avanspettacolo, fornendo almeno un paio di scenette meritevoli di essere narrate a chi non vi abbia personalmente assistito.
Allo scoccare della mezzanotte c'è stato il suono a festa delle campane della chiesa, e Michele ha sollevato la manica del camice per verificare se il suo orologio fosse correttamente sincronizzato sulle h 24,00.
Dalla sua angosciata espressione abbiamo dedotto che il suo misuratore di tempo non concordava col rintocco delle campane, sicché, in preda ad ansia improvvisa, egli ha ritenuto opportuno effettuare ulteriori accertamenti sull'ora esatta visionando anche l'orologio altrui: ha così scoperto, in successione, il polso del suo terzo erede spirituale (Enrico) e quello di un altro piccolo cherichetto (che si spera non debba diventare il quinto Michele). E siamo sicuri che, se non fosse intervenuto il più anziano fra i ministranti per bloccarlo, l'anomalo sondaggio avrebbe coinvolto anche gli officianti.
La celebrazione si è conclusa (e credo che sia la prima volta che si verifichi) nel cortile della VI Circoscrizione (i cui locali sono attigui alla Chiesa), ove è stato allestito un presepe vivente: alcuni volontari, sfidando più il caldo che il freddo (c'era un vento di scirocco che tutto poteva evocare, tranne che l'atmosfera natalizia), simboleggiavano, opportunamente imbacuccati, i personaggi più importanti del presepe, tranne il Bambino (nella mangiatoia è stata deposta, infatti, la statuetta in dotazione alla Chiesa del Loreto).
Michele ha rilevato, con un certo disappunto, che c'erano altri due ruoli clamorosamente scoperti, e non ci è stato difficile comprendere le ragioni del suo rammarico: sia lui che il suo erede spirituale Enrico avrebbero potuto rispettivamente ricoprire, se non altro per analogie fisiche, il posto del bue e dell'asinello.