L'attuale decadenza della politica, sia nazionale che locale, ha fatto sì che i militanti più passionali siano stati ridotti al rango di artisti anomali, alla stregua di pittori che non fanno quadri.
Chi avrebbe mai potuto immaginare che, un giorno, le sorti della cosa pubblica sarebbero transitate per le mani di medici e/o magistrati, anziché per quelle dei veri professionisti della politica?
Dalle nostre parti il medico era, generalmente, quello che sceglieva tale professione a fini di lucro, ove nel concetto di lucro era da ricomprendere anche la possibilità di essere facilitato nella ricerca della fanciulla con cui maritarsi; lo stesso ragionamento era valido anche per i magistrati, riguardo ai quali - eccezionalmente - concordo con quanto sostiene Berlusconi, la cui posizione avverso la struttura e le modalità operative della magistratura è largamente condivisibile, sebbene palesemente inquinata dalle situazioni personali che lo pongono in diretto contrasto con il potere giudiziario.
Tutto sommato, infatti, l'atteggiamento di Berlusconi, in questo caso, è parificabile a quello di chi ti dice di pensare a un numero, di aggiungere 5, togliere 3, mettere 4 e sottrarre il numero che hai pensato, indovinandoti davvero la differenza! E, al netto dei suoi interessi personali, Berlusconi sui giudici ha indovinato parecchio (se non tutto).
Io, comunque, assisto a questi conflitti con un certo distacco, consapevole che, quando i lupi si sbranano fra loro, è buon pro per le mie pecore.
Per il resto, come diceva sua eccellenza Adolf Hitler, percorro con la sicurezza di un sonnambulo la strada che la Provvidenza mi ha tracciato.

Non c'è niente da dire se non che è un grande.
RispondiEliminaUn cordiale saluto.