Era un epilogo inevitabile, ma sfuggire al dispiacere e anche a qualche lacrima di commozione non mi è stato proprio possibile. Fin dal giorno dei funerali del marito, si intuiva chiaramente che la fibra che aveva consentito a Sandra di superare le peggiori avversità di salute si era ormai definitivamente spezzata, e, dopo cinque mesi di lancinante sofferenza, era pressoché fatale che si ricongiungesse al suo Raimondo.
E insieme a Sandra va via anche un ennesimo pezzetto del mio cuore, come sempre avviene quando sono costretto a prendere atto della dipartita di chiunque abbia positivamente inciso sulla mia formazione: sarò sempre grato alla coppia Vianello/Mondaini (il cui spirito, come i lettori più assidui hanno già avuto modo di verificare, aleggia e sempre aleggerà su questo piccolo blog), per avermi trasmesso il gusto per la satira, la sdrammatizzazione e la compiaciuta autoironia, grazie alle quali mi sono sempre tirato fuori (e alla grande) da quelle esasperazioni della vita che invece a parecchi miei coetanei (e soprattutto coetanee) sono costate errori e/o crisi esistenziali a cui ancor oggi pagano dazio.
Però, a pensarci bene, forse la più bella lezione me l'hanno data proprio nella fase terminale della loro parabola terrena: in un mondo dove ci sarebbe soltanto da morire di vergogna, per fortuna è ancora possibile morire d'amore.
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Passando ad una brevissima rievocazione artistica della Mondaini, non si deve dimenticare che:
1) Sandra non era soltanto la spalla di Raimondo, ma una soubrette completa, come forse mai più ce ne saranno: recitazione su ottimi livelli e canto e ballo su livelli più che soddisfacenti.
2) Sandra era anche una bella donna, come testimoniavano - oltre ogni ragionevole dubbio - i suoi occhi straordinari.
Tramite i filmati seguenti (estratti da YouTube) vorrei ricordarla brevemente in tutte queste versioni (attrice, femme fatale, cantante e ballerina).
Vi propongo, innanzitutto, un breve sketch tratto da "Stasera niente di nuovo" (RAI, 1981): non è uno dei più importanti, ma proprio per la sua pochezza ci fa capire la grandiosità di chi lo interpreta e riesce a portarlo a livelli esilaranti (tant'è che l'avevo appositamente selezionato per un divertente Ultra HD, cui non posso più dar corso per motivi non dipendenti dalla mia volontà).
E, per concludere, ecco giust'appunto un pre-finale (com'era in uso nel varietà di una volta), anche questo tratto dallo spettacolo sopra citato.
Ciao, Sandra: le mie freddure più riuscite saranno sempre dedicate a te e a Raimondo.