Personaggi:LA SIGNORINA CATERINA (le cui battute sono scritte in caratteri normali)
FAUSTO (le cui battute sono scritte in grassetto)
La scena si svolge sul sagrato del Loreto, ove i due personaggi giungono finalmente ad una resa dei conti rimasta in sospeso per troppo tempo: lei spicca per un costante ossequio formale, subdolamente impostole dalla sua precettrice; lui, a sua volta, seccato da questa deferenza ipocrita, spicca per reazioni verbali fin troppo aggressive.
Gesù ha sempre benvoluto
una pace universale,
e pertanto io ti saluto
anche se ci resti male.
Porca la miseria porca,
che ti fa morir d’inedia!
Ti destinerei alla forca
o a un’elettrizzata sedia!
Per settanta volte sette
io perdono il tuo linguaggio:
c’è Gesù che non ammette
qualsivoglia altro retaggio.
Ma mannaggia a tutto quanto,
non escluso il meretricio!
Ogni organo ti espianto
e lo offro in sacrificio!
La violenza, sai, non paga,
ch’ogni mal genera il male:
sol la pace che dilaga
rende il mondo più normale.
Sarò un uomo da caverna,
ma la pace ch’io conosco
è soltanto quella eterna:
ti sotterro sotto a un bosco!
una pace universale,
e pertanto io ti saluto
anche se ci resti male.
Porca la miseria porca,
che ti fa morir d’inedia!
Ti destinerei alla forca
o a un’elettrizzata sedia!
Per settanta volte sette
io perdono il tuo linguaggio:
c’è Gesù che non ammette
qualsivoglia altro retaggio.
Ma mannaggia a tutto quanto,
non escluso il meretricio!
Ogni organo ti espianto
e lo offro in sacrificio!
La violenza, sai, non paga,
ch’ogni mal genera il male:
sol la pace che dilaga
rende il mondo più normale.
Sarò un uomo da caverna,
ma la pace ch’io conosco
è soltanto quella eterna:
ti sotterro sotto a un bosco!
A questo punto, vista l’impossibilità di una ricomposizione del dissidio, il pubblico abbandona gradualmente il teatro e, mestamente, cala il
(Sipario)
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