
Ecco uno di quei post, a carattere assolutamente personale, che non so mai se pubblicare o meno, perché ogni singola parola che lo compone riacutizza un dispiacere che il tempo, anziché lenire, accresce sempre di più.
Oggi ricorre un anno dalla prematura (per sua scelta personale) scomparsa di Gesualdo e la mia sentita speranza è che il Signore possa avergli accordato la giusta misericordia per accoglierlo fra le sue elette schiere.
Ancor oggi convivo col rimpianto di non aver percepito pienamente tutto il suo disagio, eppure, ormai, ero quello che gli stava più vicino: anche la sera precedente il fattaccio, era stato lui a riaccompagnarmi in macchina e ci siamo intrattenuti sotto casa mia per almeno un quarto d’ora. Ricordo lucidamente le ultime parole che mi ha rivolto, riconfermando tutta l’attenzione che ha sempre avuto nei miei confronti: era dispiaciuto perché, a causa di un equivoco, la sera prima ero stato escluso da un’uscita collettiva e lui, temporaneamente sprovvisto di automobile, non poteva passare a prelevarmi personalmente.
Ecco il mio rimpianto: dare ormai le sue attenzioni per qualcosa di scontato e, probabilmente, non averlo sempre contraccambiato con uguale considerazione, tanto da avere un po' colposamente sottostimato il suo emergente malessere esistenziale. Pensavo che, come in altre precedenti occasioni, ne sarebbe uscito fuori grazie al suo innato orgoglio, mentre, nello specifico frangente, questo subdolo male interiore gli stava letteralmente divorando l'anima.
Quel che mi rincresce, soprattutto, è di aver utilizzato troppi minuti delle nostre ultime conversazioni serali per recriminare contro le offese gratuite arrecatemi da certi ambigui personaggi della locale Azione Cattolica, la cui borsa valori mi ha attribuito – nel migliore dei casi – una quotazione pari ad un centesimo e mezzo di Euro (o, se preferite la valuta inglese, ad un penny), riservandomi – sempre nell’ipotesi più felice – atteggiamenti meramente pietistici e altamente offensivi della mia dignità personale: rimpiango sinceramente di non aver sfruttato, invece, quelle stesse fasce temporali per cercare di essere di maggior aiuto ad un amico al quale la vita aveva inferto offese molto più gravi e che mi voleva davvero bene.
E del suo sincero attaccamento ho avuto conferma in occasione del recente lutto che ha colpito la mia famiglia: non so se sia giusto raccontarlo, ma sento di dover evidenziare che il gesto che più mi ha commosso, in occasione della scomparsa di mia madre, è stato, in assoluto, un consistente omaggio dolciario inviatomi dalla famiglia di Gesualdo, famiglia che, a parte la sorella Teodora, non conosco personalmente. Ho poi saputo, proprio tramite la sorella, che Gesualdo parlava spesso di me con i suoi genitori, accreditandomi meriti sicuramente superiori a quelli effettivi, e riuscendo, addirittura, a trasmettere anche ai suoi consanguinei tutto l’affetto che aveva nei miei riguardi. Confesso che, grazie a questo sorprendente gesto di attenzione, sono riuscito ad accantonare tutti i malumori che mi erano derivati da alcune finte condoglianze ricevute (sia da parte di certi colleghi ipocriti ed opportunisti che da parte dei già richiamati ambigui personaggi della locale Azione Cattolica), riconciliandomi, sia pur provvisoriamente, con tutto il mondo.
Poi, comunque, la vita va avanti e, per le strane incongruenze che la caratterizzano, ti ritrovi ad interagire (direttamente o indirettamente) con gente viva che, però, per te è ormai morta e seppellita, mentre non puoi più farlo con chi senti ancora vivo, ma, purtroppo, è stato sepolto davvero.
In ogni caso ho già raccomandato a mia madre, qualora dovesse incontrare Gesualdo, di dargli prima un poderoso calcio nel sedere e poi l'abbraccio più caloroso possibile.
Ricordo che nella giornata odierna Gesualdo sarà ricordato, qui al Loreto, ma presso la Chiesa della Graziella (nella Chiesa parrocchiale ci sono lavori in corso), nella messa delle h 19,00.
Da parte mia, invece, dedico alla sua memoria il bel video che segue (estratto da YouTube) imperniato su una canzone che Renato Zero scrisse per Piero Ciampi, la cui parabola di vita ha diversi tratti in comune con quella di Gesualdo (probabilmente, a parte me, Piero Ciampi lo conosce soltanto l’amico Spiderman, ma, nella circostanza, l’eventuale disinformazione non conta assolutamente nulla).
Ricordo che nella giornata odierna Gesualdo sarà ricordato, qui al Loreto, ma presso la Chiesa della Graziella (nella Chiesa parrocchiale ci sono lavori in corso), nella messa delle h 19,00.
Da parte mia, invece, dedico alla sua memoria il bel video che segue (estratto da YouTube) imperniato su una canzone che Renato Zero scrisse per Piero Ciampi, la cui parabola di vita ha diversi tratti in comune con quella di Gesualdo (probabilmente, a parte me, Piero Ciampi lo conosce soltanto l’amico Spiderman, ma, nella circostanza, l’eventuale disinformazione non conta assolutamente nulla).
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