sabato 3 ottobre 2009

Il pupo perde il pelo, ma non il vizio



Nella sua involontaria (?) aspirazione all’apogeo parossistico, il pessimo Vincenzo seguita ad inanellare tali scadenti figure da far precipitare ai numeri irrazionali la propria credibilità, già ampiamente azzerata dalle penose performance dei mesi precedenti.

Il suddetto personaggio ha innanzitutto tentato di simulare, per motivi che possono essere chiari soltanto a lui, di aver passato lo scorso week-end a Steccato di Cutro in compagnia della fidanzata, mentre invece è rimasto chiuso in casa per l’intero fine settimana. È stato sgamato perchè nel primo pomeriggio di Domenica si è temporaneamente sottratto agli arresti domiciliari spontaneamente inflittisi: la sua golosità lo aveva irreparabilmente condotto verso un nota gelateria cittadina. Il buontempone riteneva, infatti, che la particolare fascia oraria, coincidente con lo svolgimento delle partite di calcio di Serie A, lo avrebbe preservato da sguardi inopportuni, ma non aveva calcolato che nella vita possono esserci delle variabili: la sua è stata un posto di blocco in cui era impiegato un poliziotto che vanta qualche conoscenza in zona Loreto.


A metà settimana, invece, è comparso in piazza piangente (ci sono plurime testimonianze) agitando nella mano destra il telefonino cellulare, sul cui display campeggiava uno sgrammaticatissimo SMS con il quale la fidanzata gli comunicava l’addio. Anzi, a certificazione del definitivo distacco, gli precisava nell’ordine: di ringraziare Iddio per non essere rimasta incinta di lui (a tale riconoscenza dovrebbe, invero, associarsi anche il resto dell’umanità) e di aver dato mandato ad un suo ex partner perchè forzasse il loro (di lei e di Vincenzo) lucchetto dell’amore, che faceva brutta mostra di sé in un lampione del lungomare di Cutro, e lo destinasse per sempre ai fondali marittimi. Vincenzo, gemente ma orgoglioso, congetturava istantaneamente una spedizione punitiva per la quale chiedeva l’ausilio di qualcuna fra le pochissime persone del Loreto ancora disposte a dargli ascolto: l’appello non poteva che essere recepito dal maggiore dei fratelli Messina.


La missione repressiva, però, non ha avuto luogo, in quanto il giorno dopo, sempre tramite SMS, la donzella comunicava di avergli accordato il perdono, anche se il loro lucchetto dell’amore giaceva, ormai, nelle profondità marine. Su quest’ultimo particolare Vincenzo si è dimostrato molto accomodante, precisando che provvederà subito a comprare un altro lucchetto (di staccarsi quello che porta al naso non se ne parla proprio).

1 commento:

  1. io gli avrei fatto fare la fine del lucchetto perchè è troppo idiota
    2° commissario sauro

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