Visto il successo riscosso qualche post addietro, e indirettamente sollecitato dal commento lasciato dall'amico Spiderman, ripropongo alla vostra attenzione Luciano Rossi, un cantautore sui generis che ebbe notevole successo fra la metà e la fine degli anni '70, per poi essere nuovamente riassorbito nell'anonimato da cui proveniva. Penalizzato, probabilmente, da una faccia più facile da abbinare ad un impiegato del catasto che a un divo della musica leggera, non dovrebbe comunque passarsela troppo male se ha saputo ben amministrare i proventi derivatigli dal suo periodo d'oro.
Di lui apprezzavo soprattutto l'immediatezza bozzettistica, capace di tratteggiare con estrema chiarezza il contesto - in genere amaro e ironico al contempo - entro cui si sviluppavano le sue canzoni. Come dimenticare, ad esempio, l'incipit "La valigia sul letto,/quella di un lungo viaggio/e tu senza dir niente/hai trovato il coraggio" ? Parecchi di voi avranno subito riconosciuto le battute iniziali di "Se mi lasci non vale", di cui Julio Iglesias fece un successo melodico mondiale, ma che nacque con intenti assolutamente ironici (e, infatti, la versione di Luciano Rossi è quella che il proprietario del blog preferisce). O come non tenere a mente la riflessione di un altro suo pezzo molto riuscito: "Avranno tempo per capire/questi ragazzi che l'amore/è un'eterna fregatura/a cui si devono affezionare"?Comunque non divaghiamo e passiamo a questa (parziale) convergenza artistica. Il pezzo (estratto da YouTube) si intitola "Coi soldi" ed è assolutamente autobiografico: narra, infatti, di come cambiarono i rapporti di Luciano Rossi con i futuri suoceri, una volta che egli riuscì ad entrare in hit parade e a fare, appunto, i soldi. Che poi, a pensarci bene, fatti similari - sia pure entro certi limiti - sono avvenuti anche qui al Loreto in tempi più recenti, anche se i diretti interessati forse non se ne sono nemmeno accorti...

Coi sordi n'aquilone sembra n'aeroplano
RispondiEliminae un povero disgraziato n'essere umano
Coi sordi se comprano li sguardi e li sorisi,
er tempo e poi l'amore dei falliti
Quanto si può essere profondamente taglienti anche nelle produzioni più semplici...
Strano che questa canzone non sia stata inclusa in nessuna delle poche raccolte di Luciano Rossi presenti sul mercato...
Un cordiale saluto
Premesso - a scanso di eventuali equivoci - che per il personaggio su cui è incentrato il post ritengo congrui soltanto i primi due versi da te citati, concordo pienamente con l'altra tua considerazione: ci sono espressioni che trovano la migliore efficacia proprio nella loro straordinaria semplicità.
RispondiEliminaQuanto alle raccolte, che io sappia, sul mercato non ce n'è più nessuna: se ti riferisci al Flashback della BMG-Ricordi, è ormai fuori catalogo da un bel po' (e la mia copia è gelosamente custodita). La solita miopia delle multinazionali: in un periodo talmente critico, dove ormai - l'ho riletto più volte perché non ci credevo - si arriva al primo posto in classifica vendendo mille copie (!) di un CD, si rinuncia a stampare raccolte ragionate di artisti un po' caduti nell'oblio, ma che - dato il potenziale pubblico fruitore - venderebbero non meno di 20.000 copie. Bho!